{"id":6965,"date":"2013-01-22T12:58:00","date_gmt":"2013-01-22T17:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ostadelahi.com\/la-musica\/uno-strumento-celeste\/"},"modified":"2018-05-11T10:43:26","modified_gmt":"2018-05-11T15:43:26","slug":"uno-strumento-celeste","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ostadelahi.com\/it\/la-musica\/uno-strumento-celeste\/","title":{"rendered":"Uno strumento celeste"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-margin-bottom:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\"><p>Ostad Elahi considerava la musica come un fenomeno essenzialmente spirituale e come un mezzo per stabilire un collegamento tra l\u2019anima e la Fonte.<\/p>\n<blockquote>\n<p>Non si dovrebbe limitare la musica ad un uso puramente estetico n\u00e9 considerarla solo sotto i suoi aspetti formali; piuttosto, si dovrebbe cercare di ascoltare le vere sonorit\u00e0 della musica. La musica dovrebbe essere considerata come un mezzo per stabilire una connessione spirituale, e non come fine a se stessa.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Anche se la musica possiede dimensioni formali ed estetiche accessibili attraverso un duro esercizio e perseveranza, essa ha anche una dimensione spirituale dalla quale trae i suoi effetti pi\u00f9 profondi. Secondo Ostad Elahi, tra i fattori che contribuiscono all\u2019impatto della musica sull\u2019anima, vi \u00e8 la personalit\u00e0 dell\u2019artista, che ovviamente si sforza di padroneggiare gli aspetti tecnici e l\u2019esecuzione della musica. Al tempo stesso, tuttavia, l\u2019artista dovrebbe anche cercare di assimilare la musica al punto da non esserne limitato, e da poter liberamente ascoltare e trasmettere le \u201cvere sonorit\u00e0 della musica\u201d.<\/p>\n<blockquote>\n<p>Se [la musica \u00e8] suonata nello stato spirituale originale in cui \u00e8 stata concepita, si stabilir\u00e0 una connessione con la Fonte.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>La musica di Ostad Elahi ha una struttura singolare che non corrisponde ai modelli insegnati nelle accademie musicali. Egli pose i fondamenti della sua musica, attingendo ad una tradizione millenaria che eguaglia per antichit\u00e0 la musica classica persiana. Utilizzando i frammenti della limitata ma solida struttura della tradizione degli\u00a0<em>Ahl-e Haqq<\/em>\u00a0e quelli della musica classica persiana, pose le basi di una musica nella quale, senza un\u2019adeguata concentrazione, a volte non \u00e8 possibile riconoscere le tracce delle tradizioni d\u2019origine. Non c\u2019\u00e8 dubbio che se la musica degli <em>Ahl-e Haqq<\/em> fosse rimasta al suo stadio semplice e rudimentale sarebbe andata persa nell\u2019arduo confronto con altri stili musicali.<\/p>\n<p>Forse Ostad Elahi bas\u00f2 la sua musica su tale tradizione per gratitudine, o forse perch\u00e9 trov\u00f2 autenticit\u00e0 e profondit\u00e0 nelle melodie semplici ed elementari che avevano in s\u00e9 le potenzialit\u00e0 per costruirvi sopra un edificio cos\u00ec solido e vasto. Egli svilupp\u00f2 a tal punto quella musica che, a volte, le sue composizioni sembrano essere indipendenti dalla struttura sottostante. Pertanto, non si pu\u00f2 dire n\u00e9 che la musica di Ostad Elahi sia indipendente dalle sue origini, n\u00e9 che ne sia completamente dipendente; piuttosto, analogamente alla sua innovativa spiritualit\u00e0, anche nel campo della musica egli ha estratto sia la quintessenza della musica sacra sia l\u2019autenticit\u00e0 e la forza delle sue radici tradizionali.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni della sua vita, dopo aver lasciato la magistratura per andare in pensione ed essersi stabilito a Teheran, la sua reputazione musicale cominci\u00f2 lentamente a diffondersi tra gli esperti del campo, sicch\u00e9 grandi conoscitori musicali e artisti scoprirono la sua musica. Uno di loro, un musicista molto noto che si chiamava Musa Marufi, scrisse un articolo dettagliato in cui spiegava il profondo impatto che quella musica aveva avuto su di lui, senza tuttavia fare il nome di Ostad Elahi.<\/p>\n<blockquote>\n<p>Ascoltai il tanbur di una grande personalit\u00e0 spirituale, che aveva raggiunto la perfezione in quest\u2019arte. La sua musica mi aveva sconvolto a tal punto che ebbi la sensazione di non appartenere pi\u00f9 a questo mondo. La cosa ancor pi\u00f9 sorprendente \u00e8 che quella musica mi lasci\u00f2 per diversi giorni in uno stato di ebbrezza interiore, al punto da non prestare pi\u00f9 attenzione al mondo materiale. Quando finalmente tornai al mio stato normale, mi chiesi: \u00abChe strano, se la musica \u00e8 questa, allora che cos\u2019\u00e8 quella che ascoltiamo tutti i giorni?\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>L\u2019articolo di Marufi suscit\u00f2 la curiosit\u00e0 di altri esperti e, da quel momento, artisti riconosciuti e musicologi \u2013\u00a0iraniani ed europei\u00a0\u2013 cercarono di incontrare Ostad Elahi e di ascoltarlo suonare. Per esempio, Yehudi Menuhin, il grande violinista e virtuoso musicale, and\u00f2 a trovare Ostad Elahi negli anni Sessanta. Colpito da ci\u00f2 che aveva sentito, rese ad un amico la seguente testimonianza:<\/p>\n<blockquote>\n<p>Questo straordinario musicista era capace di mantenere una tensione e una concentrazione che non avrei mai immaginato fosse possibile in un intervallo ristretto di quarta o di quinta [&#8230;] mi sembrava straordinario che potesse mantenere quella tensione musicale all\u2019interno di un intervallo cos\u00ec ristretto. Non avevo mai ascoltato una cosa simile; era la prima volta che sperimentavo un effetto del genere. Non avevo mai ascoltato un brano musicale che rimanesse in un intervallo di quarta per almeno mezz\u2019ora! Era una musica molto evocativa e potente, ma anche molto precisa e pura. Non credevo alle mie orecchie. Era una potenza raffinata, come una sorta di raggio laser [&#8230;].<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Allo stesso modo, il celebre coreografo e direttore di balletto francese Maurice B\u00e9jart si rec\u00f2 in Iran nel 1973, portando in scena diversi balletti per lo Schiraz Arts Festival. Durante quel viaggio, era andato a trovare Ostad Elahi per ascoltare la sua musica. In seguito disse:<\/p>\n<blockquote>\n<p>Ostad Elahi era un musicista straordinario. Non ha mai suonato in pubblico, n\u00e9 ha mai effettuato alcuna registrazione o eseguito la sua musica per qualcuno se non per chi gli era molto vicino. Ha suonato per me e questo mi ha veramente spalancato una porta. \u00c8 attraverso la musica che ho compreso [&#8230;] Ostad Elahi non parlava francese, e io non parlavo il persiano. Ha suonato della musica\u2026 ma non posso esprimere a parole ci\u00f2 che ho vissuto o sperimentato [&#8230;] quell\u2019incontro ha prodotto un grande cambiamento nella mia vita, nella mia esistenza e nel mio pensiero.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Altri musicisti e cultori di musica hanno fornito testimonianze a proposito del profondo impatto ricevuto dalla musica di Ostad e della sua combinazione di tecnica incomparabile e ispirazione spirituale. Il dottor Taghi Tafazzoli, letterato e direttore della Biblioteca del Parlamento Iraniano, era fra gli ammiratori di Ostad Elahi e spesso si recava a fargli visita. Qui di seguito, la descrizione di uno degli incontri cui prese parte, con i membri della famiglia di Ostad Elahi e pochi amici intimi:<\/p>\n<blockquote>\n<p>Ostad Elahi cominci\u00f2 a suonare [&#8230;] nella penombra della stanza, potevo scorgere le teste dei partecipanti che oscillavano, come se si unissero al suo canto ripetendo le parole. Quei suoni e quei movimenti accrescevano l\u2019ardore del gruppo e immergevano ciascuno in uno stato di estasi e di gioia. Il suono del tanbur divent\u00f2 pi\u00f9 pieno e appassionato, producendo un ritmo straordinario che risuon\u00f2 per tutta la stanza. Nella semioscurit\u00e0 si disegnavano delle linee in movimento che si propagavano e si ricongiungevano. Alcuni alzavano le mani e le facevano oscillare ritmicamente. Non era pi\u00f9 un semplice agitarsi, ma un mare in tempesta. Un fervore incredibile si era impadronito di noi tutti [\u2026] ma lo stato in cui si trovava lo stesso Ostad era ancora pi\u00f9 mirabile. Nella luce fioca della stanza, il suo volto emanava uno splendore straordinario: sembrava un capitano al timone di una nave, nel mezzo di una tempesta, intento a ricondurla in salvo sino al porto. Poi la musica tacque. Per qualche istante nessuno riusc\u00ec a dire una parola e ci fu un silenzio assoluto. L\u2019atmosfera della stanza era luminosa e immersa nella spiritualit\u00e0; era una sensazione strana e indescrivibile [&#8230;] sui presenti permaneva come un effluvio di dolcezza.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Alcuni brani della musica di Ostad sono cos\u00ec complessi, che i tentativi di trascriverli si sono dimostrati vani. Ruhollah Khaleqi, il direttore dell\u2019Accademia Nazionale di Musica, negli anni Cinquanta si rec\u00f2 qualche volta a trovare Ostad Elahi per ascoltare la sua musica. Dopo diverse visite, decise di trascrivere alcune delle melodie di Ostad Elahi, ma dopo poco tempo ammise che le complessit\u00e0 del tanbur, e in particolare lo stile di esecuzione di Ostad Elahi, erano impossibili da trascrivere, e pertanto abbandon\u00f2 l\u2019impresa. In seguito, in un suo libro intitolato <i>The Story of Persian Music<\/i>, scrisse quanto segue, a proposito del tanbur di Ostad Elahi:<\/p>\n<blockquote>\n<p>Anticamente vi erano due tipi di tanbur: il tanbur del Khorasan e il tanbur di Baghdad. Questo liuto era costituito da due corde e veniva suonato usando un plettro, con le dita della mano destra; al giorno d\u2019oggi, in Kurdistan \u00e8 ancora suonato regolarmente. Anche a Teheran c\u2019\u00e8 uno dei giudici pi\u00f9 stimati, che forse non amerebbe essere citato, che suona il tanbur in maniera eccellente e interpreta magnificamente le antiche melodie curde (che meritano una discussione completamente a parte). I nomi di queste melodie sono in pura lingua persiana e assomigliano ben poco alla nostra musica contemporanea.<\/p>\n<\/blockquote>\n<\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":6817,"menu_order":50,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"side-navigation.php","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-6965","page","type-page","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.3 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Uno strumento celeste - Ostad Elahi<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/ostadelahi.com\/music\/a-celestial-medium\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Uno strumento celeste - 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