{"id":6886,"date":"2013-01-21T03:28:28","date_gmt":"2013-01-21T08:28:28","guid":{"rendered":"https:\/\/ostadelahi.com\/la-vita\/la-magistratura\/letica-della-professione\/"},"modified":"2020-09-04T09:42:29","modified_gmt":"2020-09-04T14:42:29","slug":"letica-della-professione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ostadelahi.com\/it\/la-vita\/la-magistratura\/letica-della-professione\/","title":{"rendered":"L\u2019etica della professione"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last\" style=\"--awb-bg-size:cover;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\"><p><i>Questa conferenza \u00e8 stata inizialmente presentata in occasione di un simposio internazionale<\/i> <i>tenutosi<\/i> <i>per commemorare il centenario della nascita di Ostad Elahi, ed \u00e8 stata successivamente pubblicata in<\/i> <i>Les Cahiers d\u2019anthropologie<\/i>, <i>n. 5, Presses de l\u2019Universit\u00e9 de Paris-Sorbonne<\/i>.<\/p>\n<p>La Corte d\u2019Appello \u00e8 un luogo veramente ideale per affrontare il tema dell\u2019etica e del diritto, perch\u00e9 sottolinea l\u2019importanza che l\u2019etica riveste nelle relazioni giuridiche e sociali. Ostad Elahi, di cui commemoriamo quest\u2019anno il centenario, non ha mai dissociato la sua ricerca personale in materia di etica dalla sua vita professionale di giudice, perch\u00e9 ha sempre considerato la pratica dell\u2019etica come un\u2019estensione della sua professione. Lo scopo di questo intervento \u00e8 presentare alcuni aspetti del pensiero di Ostad Elahi, personalit\u00e0 ancora poco conosciuta nei paesi occidentali, anche se per ragioni di tempo non ci soffermeremo sulla sua biografia.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_2 1_2 fusion-one-half fusion-column-first\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-margin-bottom:0px;width:48%; margin-right: 4%;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\"><div class=\"fusion-text fusion-text-2\"><p>Come il Primo Presidente ci ha appena ricordato, la parola \u201cetica\u201d ha diversi significati. Non ci torneremo. \u00c8 sufficiente qui rilevare che il termine etica deve essere interpretato nel suo senso pi\u00f9 ampio, che \u00e8 quello di una linea di condotta personale che fa riferimento a principi costanti,\u00a0 prestabiliti ed immutabili, comuni a tutta l\u2019umanit\u00e0. Forse non \u00e8 una definizione condivisa da tutti, ma almeno ci permette di individuare l\u2019argomento di questo intervento. Dovremmo soffermarci su due concetti fondamentali del pensiero di Ostad Elahi: il principio del rispetto dei diritti individuali, che in un certo senso si potrebbe considerare una conseguenza diretta della giustizia distributiva, e il principio di equit\u00e0.<\/p>\n<p>Ostad Elahi esercit\u00f2 la professione di giudice dal 1933 al 1957 in diverse citt\u00e0 dell\u2019Iran, a volte come giudice istruttore, a volte nella veste di pubblico ministero, e infine come presidente della corte d\u2019appello. I giuristi che conoscono la differenza tra la magistratura giudicante e requirente, in un sistema giuridico non accusatorio, potranno apprezzare la visione complementare dei due aspetti del diritto, che Ostad Elahi possedeva. Egli considerava la magistratura come una delle pi\u00f9 elevate funzioni sociali, arrivando a dire che vi sono due professioni sacre: quella del giudice e quella del medico. Era sua convinzione che, anche a una semplice lettura di leggi e regolamenti, risultasse chiaro che applicare il diritto \u00e8 per certi versi pi\u00f9 difficile che diagnosticare una malattia. Un giudice, in effetti, non solo deve\u00a0 valutare una particolare situazione e interpretare i fatti specifici, ma deve anche soppesare i diversi interessi in gioco: quelli immediati delle parti in conflitto, ma anche l\u2019interesse pubblico in generale.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_2 1_2 fusion-one-half fusion-column-last\" style=\"--awb-bg-size:cover;width:48%;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\"><div class=\"fusion-column-content-centered\"><div class=\"fusion-column-content\"><div class=\"fusion-image-element fusion-image-align-center in-legacy-container\" style=\"text-align:center;--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);\"><div class=\"imageframe-align-center\"><span class=\" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-1 hover-type-none img-border-20\"><img decoding=\"async\" width=\"650\" height=\"1350\" src=\"https:\/\/ostadelahi.com\/wp-content\/uploads\/expo-1995-work-window-n.jpg\" alt class=\"img-responsive wp-image-9807\" srcset=\"https:\/\/ostadelahi.com\/wp-content\/uploads\/expo-1995-work-window-n-200x415.jpg 200w, https:\/\/ostadelahi.com\/wp-content\/uploads\/expo-1995-work-window-n-400x831.jpg 400w, https:\/\/ostadelahi.com\/wp-content\/uploads\/expo-1995-work-window-n-600x1246.jpg 600w, https:\/\/ostadelahi.com\/wp-content\/uploads\/expo-1995-work-window-n.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 600px\" \/><\/span><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last\" style=\"--awb-bg-size:cover;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\"><div class=\"fusion-text fusion-text-3\"><p>Per di pi\u00f9, l\u2019opera del magistrato va oltre la meccanica applicazione delle leggi, spesso oscure e a volte addirittura lacunose. Nonostante tutto, il giudice ha il compito di risolvere le liti come suo imperativo morale e professionale. Ci\u00f2 richiede rigore, competenza e seriet\u00e0, nonch\u00e9 la sincera e costante preoccupazione interiore, se vogliamo, di rendere giustizia con equit\u00e0 e imparzialit\u00e0. In Ostad Elahi tale preoccupazione interiore \u00e8 evidente, e i suoi consigli e raccomandazioni a colleghi e amici, sul modo di esercitare le funzioni di giudice, sono un prezioso lascito per ben comprendere questa disposizione interiore. Ostad Elahi era solito affermare: \u00abCome un gioielliere esperto che a prima vista sa riconoscere una pietra preziosa, anche un giudice, dopo quattro o cinque anni di esercizio della professione, si accorge immediatamente se la persona accusata \u00e8 colpevole o meno; ecco perch\u00e9 le sentenze errate sono piuttosto rare\u00bb. \u00abBeninteso\u00bb aggiungeva \u00abquesto vale solo per i giudici che si sforzano di essere onesti e integri a ogni costo\u00bb. Si potrebbe dire che \u00e8 evidente, ma \u00e8 molto pi\u00f9 facile a dirsi che a farsi!<\/p>\n<p>La formazione professionale di un giudice, d\u2019altra parte, non si limita semplicemente allo studio della giurisprudenza e all\u2019acquisizione delle competenze richieste. Piuttosto, il punto essenziale \u00e8 soprattutto quello di sviluppare uno spirito o un sentimento di giustizia immanente, poich\u00e9 \u00e8 questa la vera qualit\u00e0 decisiva nel guidare il giudice verso una sentenza giusta. Come potete vedere, \u00e8 anche un imperativo morale elevato. Poich\u00e9 questo aspetto riguarda l\u2019intenzionalit\u00e0, si deve prendere in considerazione la facolt\u00e0 che un giudice ha di correggere gli effetti negativi di una data legge, quando essa rischia di essere eccessivamente rigida e di non adattarsi alle circostanze del momento, se male interpretata o se applicata senza moderazione. \u00c8 in un contesto del genere che si pu\u00f2 valutare in che misura la pratica giudiziaria possa essere un vero e proprio campo di sperimentazione e un autentico metodo di acquisizione dei valori.<\/p>\n<p>Bisogna dire qualche parola sulla giustizia distributiva e i suoi corollari, nel pensiero di Ostad Elahi. Potrebbe apparire sorprendente riuscire a conciliare le due dimensioni della professione del giudice: l\u2019osservanza dell\u2019etica personale da un lato, e l\u2019applicazione della giurisprudenza dall\u2019altro. In realt\u00e0, una simile possibilit\u00e0 pu\u00f2 apparire come un\u2019utopia, tanto che alcune scuole di pensiero hanno tentato di stabilire una separazione totale tra le due esigenze. Eppure lo scopo della legge non \u00e8 esattamente quello di rendere a ciascuno ci\u00f2 di cui ha diritto, e in tal modo far regnare l\u2019ordine pubblico e la giustizia sociale? Non \u00e8 questa la vera nozione di giustizia distributiva?<\/p>\n<p>Dunque la giustizia distributiva significa: rendere a ciascuno ci\u00f2 che gli \u00e8 dovuto. L\u2019attuazione di una tale giustizia porta al rispetto dei diritti altrui che, per inciso, \u00e8 uno dei principi generali su cui si fonda il diritto francese. Per giungere alla giustizia ideale, gli esseri umani devono rispettare tutti i diritti, ragione per cui il fondamento della giustizia distributiva \u00e8 necessariamente di natura metafisica. E qui entriamo nel cuore della questione: in effetti, in virt\u00f9 della sua esistenza, ogni essere \u00e8 dotato di diritti fondamentali. Tali diritti <i>intuitu personae <\/i>creano intorno all\u2019essere umano una sfera che gli altri non possono ignorare.<\/p>\n<p>Di conseguenza, il diritto di ciascun essere si interseca inevitabilmente con gli obblighi degli altri. Ciascuno \u00e8 tenuto a rispettare il diritto degli altri e l\u2019osservanza di questi diversi diritti richiede la formulazione e l\u2019applicazione di leggi che ne assicurino il rispetto. In tal modo diritti e doveri diventano inscindibili: sono entrambi parte di un rapporto dialettico, che fa capo al medesimo concetto. Uno degli aspetti originali del pensiero di Ostad Elahi, \u00e8 la particolare importanza che egli attribuisce al rispetto dei diritti di tutti gli esseri \u2013 siano essi umani, o animali, o vegetali, o minerali. Non bisogna, tuttavia, confondere tale visione con le tendenze utilitariste e speciste della teoria del diritto; per Ostad Elahi esiste infatti una netta distinzione tra gli esseri umani e gli esseri determinati. Solo gli esseri umani sono dotati di libero arbitrio, che permette loro di compiere scelte che possono dar luogo a errori. Il libero arbitrio \u00e8, pertanto, una dimensione irriducibile. In quest\u2019ottica, possiamo comprendere pi\u00f9 a fondo il significato della seguente massima di Ostad Elahi: \u00abL\u2019asse centrale della vita in questo mondo si basa su un solo principio: il rispetto dei diritti degli altri\u00bb. Questo semplice principio \u00e8 alla base del funzionamento ideale della societ\u00e0, e di tutte le dimensioni di una giurisprudenza che affonda le sue radici in una reale considerazione dei diritti di ciascuno, piuttosto che su un\u2019istintiva mescolanza di buoni sentimenti e nobili emozioni. Naturalmente, questa concezione del diritto \u00e8 inseparabile da un preciso esame di ogni singola situazione, e ovviamente da un\u2019attenta considerazione della sua complessit\u00e0 e dall\u2019esigenza di un\u2019estrema precisione nel provare i fatti.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last\" style=\"--awb-bg-size:cover;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\"><div class=\"fusion-column-content-centered\"><div class=\"fusion-column-content\"><div class=\"fusion-image-element fusion-image-align-center in-legacy-container\" style=\"text-align:center;--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);\"><div class=\"imageframe-align-center\"><span class=\" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-2 hover-type-none img-border-20\"><img decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"740\" src=\"https:\/\/ostadelahi.com\/wp-content\/uploads\/expo-1995-work-items-n.jpg\" alt class=\"img-responsive wp-image-9811\" srcset=\"https:\/\/ostadelahi.com\/wp-content\/uploads\/expo-1995-work-items-n-200x123.jpg 200w, https:\/\/ostadelahi.com\/wp-content\/uploads\/expo-1995-work-items-n-400x247.jpg 400w, https:\/\/ostadelahi.com\/wp-content\/uploads\/expo-1995-work-items-n-600x370.jpg 600w, https:\/\/ostadelahi.com\/wp-content\/uploads\/expo-1995-work-items-n-800x493.jpg 800w, https:\/\/ostadelahi.com\/wp-content\/uploads\/expo-1995-work-items-n.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 1200px\" \/><\/span><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-5 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last\" style=\"--awb-bg-size:cover;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\"><div class=\"fusion-text fusion-text-4\"><p>Il secondo aspetto che oggi vorrei sottolineare \u00e8 in relazione al concetto di equit\u00e0. La rigorosa e instancabile ricerca del giusto, e un\u2019integrit\u00e0 fuori del comune hanno valso a Ostad Elahi il rispetto dei magistrati, degli avvocati e delle parti in causa.<\/p>\n<p>L\u2019equit\u00e0, per Aristotele, nasce dalla mediazione tra il rigore astratto della legge e il caso concreto in esame, ed \u00e8 sempre collegata alla pratica, densa di pericoli, del pronunciare una sentenza, una pratica che non pu\u00f2 rifarsi solo alla rigidit\u00e0 della legge scritta. Si tratta piuttosto di esaminare ogni particolare situazione in maniera indipendente, e di pesare in maniera minuziosa gli interessi di ciascuna parte, prima di prendere qualsiasi decisione. Dunque, in conformit\u00e0 al senso originale dell\u2019equit\u00e0, <i>\u00e6quitas<\/i> in latino, questo esercizio \u00e8 indissociabile da una personale, particolare disposizione di spirito: l\u2019equanimit\u00e0, ovvero un senso interiore di giustizia, che ci conduce a un punto essenziale, quello della giustizia correttiva.<\/p>\n<p>Tutti noi siamo testimoni del fatto che esistono delle disuguaglianze. \u00c8 responsabilit\u00e0 del sistema giudiziario \u2013 e qui mi riallaccio a quanto espresso dal Presidente Pierre Drai \u2013 porre rimedio a queste disuguaglianze, fondamentalmente attraverso la loro compensazione. La linea di condotta di Ostad Elahi illustrava perfettamente questo concetto, proprio per la particolare attenzione che riservava ai diritti dei pi\u00f9 bisognosi e dei pi\u00f9 deboli, come i minori e gli orfani, che necessitavano della tutela del tribunale. In tal modo la discriminazione, che genera risentimento, mancanza di sottomissione e ribellione, \u00e8 sostituita da equilibrio e moderazione. Pertanto, come affermava Ostad Elahi, \u00abLa miglior linea di condotta risiede senza alcun dubbio nella moderazione\u00bb. Tale moderazione non va interpretata erroneamente come una forma di compromesso, o di scelta del male minore. Al contrario, \u00e8 un punto di arrivo che si pu\u00f2 raggiungere solo attraverso una purificazione interiore e la perfetta applicazione dei principi fondamentali dell\u2019etica. Oltre alle sue indicazioni sull\u2019equit\u00e0 e la moderazione, Ostad Elahi sottolinea anche l\u2019importanza del sentimento di umanit\u00e0 e di compassione, e questa, forse, potrebbe essere la ragione per cui egli non ha mai emanato una sentenza di condanna a morte, nel corso di tutta la sua carriera di giudice.<\/p>\n<p>Concludiamo con qualche parola sui fondamenti filosofici che hanno portato Ostad Elahi a scegliere di intraprendere la carriera giudiziaria. Una scelta di questo tipo affonda le sue radici nell\u2019interiorit\u00e0 pi\u00f9 profonda, nella reale coscienza di un essere umano. Lo studio di tali fondamenti richiederebbe un esame critico della coscienza individuale e della sua natura, e di conseguenza, del significato metafisico degli esseri umani, ma un\u2019analisi del genere richiederebbe un tempo molto pi\u00f9 ampio di quello di una singola conferenza.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":6836,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"side-navigation.php","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-6886","page","type-page","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.3 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L\u2019etica della professione - Ostad Elahi<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/ostadelahi.com\/life\/judiciary\/professional-ethics\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L\u2019etica della professione - 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