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Manoscritti 2018-01-21T06:00:12+00:00

Oltre che dei suoi tre libri, Ostad Elahi è anche l’autore di numerosi manoscritti e trattati tuttora inediti. Tra questi scritti vi sono diversi articoli riguardanti possibili riforme dell’ordinamento giudiziario risalenti al suo mandato di giudice. Le altre opere costituiscono il risultato delle sue ricerche personali in tema di spiritualità, etica e religione. L’insieme delle ricerche era, da un lato, dedicato a chiarire ambiguità o a gettare luce sulla verità delle sacre scritture e, dall’altro lato, riguardava la raccolta di parole e opere di poesia dei mistici. Tra i suoi lavori inediti sono le seguenti opere:

 

La poesia di Mulla Parishan

Mulla Parishan è stato un mistico, religioso e giurista di lingua curda vissuto nel XIV secolo. Ostad Elahi ha compilato una Raccolta di Poesia Curda di Mulla Parishan, uniformando undici diverse versioni, che comprendevano nove manoscritti antichi e due versioni stampate.

Ostad Elahi faceva spesso riferimento alla poesia e ai detti di Mulla Parishan nelle sue discussioni e considerava tale raccolta di poesie al pari del Masnavi di Rumi:

Mulla Parishan fu un giurista sciita e un’autorità religiosa della sua epoca. Benché alcuni affermino che egli fosse di Nahavand e altri che fosse di Dinavar, la sua poesia rivela che era di Dinavar e che visse nel quattordicesimo secolo e fu un contemporaneo di Abu Hanifa. Autentico mistico, la sua raccolta di poesie è composta da circa mille versi e si può dire che contenga l’intero Masnavi di Rumi [sei volumi], mettendo in evidenza tutti gli aspetti più sottili dell’hadith autentico. Anche se i poemi di Mulla Parishan sono stati pubblicati due volte, essi contengono molti errori. Ho approntato una versione senza errori e ho scritto anche un commento su di essa.

La raccolta è composta da 1039 versi e contiene un’introduzione, sette capitoli e una conclusione. Alla fine di ogni verso, Ostad Elahi ha apposto le spiegazioni e le i riferimenti bibliografici corrispondenti, in 1039 note.

 

Haqqiqat ol-Asrar

Haqqiqat ol-Asrar (La Verità dei segreti) risale al 1922, circa due anni dopo la scomparsa di Hadj Nematollah. Data l’atmosfera dell’epoca, la maggior parte delle ricerche di Ostad Elahi durante quegli anni si concentrava su argomenti relativi ai rituali e principi dell’ordine Ahl-e Haqq. Con questa ricerca Ostad Elahi evidenzia e spiega i livelli essoterici ed esoterici della Religione; le tappe del processo di perfezionamento dell’anima; il Ritorno dell’anima; eccetera, rimandando il lettore a varie fonti tra cui testi religiosi, letterari, storici e mistici, che includono il Corano, la Bibbia, la Torah… ma anche opere di alcune personalità come Sheykh Abbas, Mulla Fatollah, Abu Saeed Abolkheir, Mulla Esmail, Sheykh Tusi, Sheykh Mofid, Sheykh Maqrebi, Bayazid-e Bastami, Hadj Zeinolabedin-e Shiravani, Sa’di, Taj ol-Vaezin, Mulla Parishan, Sheykh ol-Arefin, Rumi, Safi Ali Shah, e Sheykh Attar. Ostad Elahi scrive questo saggio di ricerca sia per confutare le accuse rivolte agli Ahl-e Haqq sia per introdurre a un pubblico più ampio i principi della comunità.

 

Kashf ol-Haqqayeq

Un’altra opera di gran valore che ci resta della giovinezza di Ostad Elahi è il trattato Kashf ol-Haqqayeq (Svelamento delle Verità). Scritta nel 1923, quest’opera è il prodotto di una visione spirituale in cui Ostad Elahi spiega con dettagli vividi e precisi la genesi dell’universo e degli esseri umani, il ruolo della Quiddità, le manifestazioni divine, gli arcangeli, la luce e le tenebre, i diversi regni dell’anima, il ruolo degli esseri umani, ecc. Qui di seguito è riportato un brano tratto da quest’opera, e pubblicato su La Via della Perfezione:

La Fonte è il Creatore Unico di tutte le creature, senza pari o associati, che non è stato generato e che non genera… Ognuno pronuncia il Suo nome basandosi sul suo credo, e nessuno ha scoperto la Sua vera essenza… soltanto Lui conosce chi e che cosa Egli sia… Quando Egli volle la creazione degli universi, quella stessa volontà, che è alla radice di tutti gli esseri e di tutte le realtà, fu la causa della Quiddità e della materia primordiale. Con una forma non paragonabile ad alcuna forma, e in una veste di un colore senza colore, somigliava ad acqua pura senza essere acqua ed era in continuo movimento in uno spazio spirituale senza colore. La Quiddità era venuta all’esistenza dal riflesso della Fonte, e quello spazio era un riflesso della Quiddità; la Quiddità circolava in questo infinito e inimmaginabile spazio spirituale.

 

Jashn-e Haqqiqat

In Jashn-e Haqiqat (Celebrazione della Verità) Ostad Elahi presenta i risultati delle sue ricerche sul digiuno tradizionale degli Ahl-e Haqq, denominato digiuno Marnavi. A causa delle fluttuazioni del calendario lunare, il calcolo dei giorni di questo digiuno è stato per secoli oggetto di disaccordo tra i vari gruppi degli Ahl-e Haqq. Facendo riferimento ai Kalam e ad altre fonti affidabili, e basandosi sulla scienza dell’astronomia, Ostad Elahi ha chiarito la data precisa di questo evento: “In merito alla questione del digiuno Marnavi, pur avendo avuto in mano il kalam e avendo verificato il suo significato attraverso fonti autentiche, ciò nonostante ho trascorso sei mesi a studiare l’astronomia finché non ho avuto la certezza di poter conciliare le mie scoperte con il kalam di Sheykh Amir e accertare la sua data, sulla base del calendario solare che non varia e rimane costante. Gli altri calcoli che si usavano per determinare il momento di questo digiuno non sono costanti. Ad esempio, gli antichi calendari persiani anticipano di un giorno ogni quattro anni, ecc.”

 

La storia e la genealogia di Hadj Nematollah

Tra i manoscritti inediti degni di nota di Ostad Elahi vi è un trattato intitolato La storia e la genealogia di Hadj Nematollah, che è una delle più accurate fonti di informazione sul lignaggio, la famiglia e la vita di Hadj Nematollah. In quest’opera, Ostad Elahi non solo tratta della vita e dell’epoca di suo padre, incluso il suo processo di trasformazione spirituale, ma narra anche alcuni eventi della sua vita personale fino alla scomparsa di suo padre; racconta inoltre in modo esplicito gli aspetti della vita spirituale di Hadj Nematollah. In merito al motivo per cui compose questo breve testo nei primi anni che seguirono la scomparsa di suo padre, Ostad Elahi afferma di averlo scritto per rispondere alla richiesta degli amici che volevano avvicinarsi al carattere e allo stile di vita di Hadj Nematollah. È in questo trattato che Ostad Elahi puntualizza in maniera precisa i vent’anni di percorso spirituale di Hadj Nemat, compresi alcuni specifici aspetti educativi tratti dalla vita trascorsa insieme. Scritta durante la sua giovinezza, l’opera mostra tracce evidenti dello spirito di ricerca che animava Ostad Elahi.

 

Traduzione e Commento del Sacro Corano

Ad un certo momento Ostad Elahi iniziò a tradurre e interpretare il Corano, abbandonando in seguito il progetto per diverse ragioni. Intorno al 1944 tradusse e commentò il primo capitolo e 126 versetti del secondo capitolo, sotto forma di un poema in lingua curda di 3876 versi. Purtroppo, il tempo non gli ha consentito di portare a termine tale compito monumentale. Come si evince da questo piccolo campione, vi sono passaggi talmente importanti e di valore da raddoppiare il rimpianto del lettore per il mancato completamento dell’opera. Al di là della dimensione spirituale della traduzione e del commento, la forma letteraria adoperata da Ostad Elahi dimostra la sua padronanza dell’arte poetica in lingua curda.

 

Traduzione e commento del Kalam-e Saranjam

Il Kalam-e Saranjam è considerato il più importante testo sacro degli Ahl-e Haqq, alla stregua delle Sacre Scritture, e costituisce la base delle loro convinzioni e della loro pratica spirituale. Nella sua ampia introduzione alla traduzione e commento del Kalam-e Saranjam, Ostad Elahi descrive con queste parole la dignità e maestà di questi kalam: «Il Kalam delle guide Ahl-e Haqq si divide in due parti: la prima parte è chiamata Khazaneh (tesoro) o Saranjam (finale) e fa riferimento ai tempi di Soltan Eshaq e a quelli ancora precedenti, compresa l’era di Bohlul, e quelle di Shah Fazl Vali, Baba Sarhang, Shah Khoshin, Baba Na’ous e Soltan Eshaq stesso. Senza dubbio questo Kalam-e Saranjam costituisce l’ultimo argomento ed è della massima importanza per gli Ahl-e Haqq. È conosciuto con questo nome, perché la parola Khazaneh indica un luogo in cui sono raccolti e conservati l’oro, l’argento e altri oggetti preziosi, e che dunque può essere chiamato tesoro. Quanto a Saranjam, la parola significa esito finale o risultato finale. Pertanto, il Kalam, in tale contesto, è paragonato a un tesoro perché contiene le verità divine e i segreti divini, e come il Compimento, dato che è considerato l’ultimo livello nel processo del perfezionamento. Quanto alla seconda parte del Kalam, essa contiene tutto ciò che rimane dei kalam, che vanno seguiti soltanto se sono conformi al Kalam-e Saranjam».

Grazie alla sua completa e approfondita conoscenza dell’originale e autentico Kalam-e Saranjam e alla sua competenza nella lingua curda owramani – la lingua principale dell’opera – Ostad Elahi ha potuto tradurre in lingua persiana e chiarire buona parte di questo testo sacro. Nell’introduzione, Ostad Elahi spiega il procedimento grazie al quale prima ha scelto, tra i diversi manoscritti disponibili del Kalam-e Saranjam, i più autentici e dunque i più validi, e poi ha trascritto il loro contenuto originale su un quaderno, prima di cominciare a tradurlo e a commentarlo.

 

Majma ol-Kalam

Ostad Elahi ha redatto un’opera voluminosa intitolata Majma ol-kalam selezionando e trascrivendo i testi più autentici e sacri degli Ahl-e Haqq. Così spiega le ragioni della raccolta di questi testi: «L’insegnamento orale delle guide spirituali degli Ahl-e Haqq, in qualsiasi lingua parlassero (in curdo, persiano, turco, ecc.) è conosciuto generalmente come Kalam; Majma ol-kalam è dunque una raccolta di tali kalam, che è nata in questo modo: per anni avevo pensato di riunire e trascrivere i vari kalam delle guide Ahl-e Haqq, ad uso di coloro che cercano la verità. Pertanto, con i mezzi a mia disposizione, ho messo insieme un numero sufficiente dei più validi manoscritti e ho selezionato quelli che mi sembravano relativamente più completi per includerli in questa raccolta…»

In merito alla registrazione e archiviazione dei kalam, Ostad afferma: «Dai tempi in cui l’ordine Ahl-e Haqq fu fondato fino all’epoca moderna in cui l’interazione umana passa attraverso la tecnologia, i membri della comunità Ahl-e Haqq hanno cercato di tenere i kalam e i loro principi fondamentali il più possibile nascosti in funzione delle circostanze del loro tempo e luogo. Tra gli stessi membri vi erano alcune condizioni per stabilire chi potesse ascoltare o imparare questi kalam. Ad esempio, per evitare che i kalam finissero nelle mani sbagliate, venivano trasmessi oralmente da una generazione all’altra o, se trascritti, venivano criptati in modo da proteggerli da persone non qualificate. Questo approccio ha fatto sì che, nel tempo, molte delle versioni più autentiche e complete dei kalam, che non erano mai state stampate o riprodotte, si siano perse o siano state modificate da una versione all’altra, al punto da risultare spesso incomplete e disordinate, oppure piene di errori, con parti aggiunte, eliminate o falsificate. Pertanto… è stato fatto tutto il possibile –per grazia di Dio e con il Suo aiuto – per includere tutte le versioni corrette e complete dei kalam in Majma ol-Kalam».

Grazie alle ricerche esaustive intraprese da Ostad Elahi nella compilazione di quest’opera, essa fornisce una fonte affidabile per accedere alle parole dell’élite spirituale di quest’ordine, dall’inizio fino all’ultimo secolo. Inoltre, per due volte Ostad Elahi ha potuto accedere e studiare attentamente la copia più autentica del Kalam-e Saranjam, venendo a conoscenza di certe verità che erano rimaste inaccessibili agli altri.

In virtù della completa conoscenza e padronanza di questi testi, Ostad Elahi, durante la sua vita, ha costituito la fonte più qualificata per distinguere i testi autentici da quelli non autentici e per chiarire ambiguità, metafore e simboli di questi kalam. Al giorno d’oggi, l’interpretazione dei kalam di Ostad Elahi, in particolare di quelli compresi in Dimostrazione della Verità e nelle altre sue opere, costituisce un punto di riferimento per i ricercatori.

Al di là della sua mentalità investigativa e orientata alla ricerca, l’accesso di Ostad Elahi a questi testi rari ed eccezionali è stato possibile grazie a circostanze familiari uniche e al fatto che era figlio di Hadj Nematollah, cosa che gli consentì di reperire tali copie ovunque fossero collocate. Nonostante l’importanza fondamentale di questi kalam, essi costituiscono tuttavia solo una parte delle ampie ricerche di Ostad Elahi. Le opere che ci ha lasciato testimoniano la natura esaustiva della sua ricerca dottrinale.

 

Lettere

Tra i ricordi importanti lasciati da Ostad Elahi vi sono le lettere, molte delle quali contengono lezioni e indicazioni in risposta a domande poste dagli interlocutori. In queste lettere, che in anni recenti sono state in parte raccolte, Ostad Elahi prospetta sottili argomenti spirituali e soluzioni che hanno spesso un’applicazione universale. La raccolta contiene un vasto spettro di argomenti e di personalità, tra cui le lettere di Ostad Elahi indirizzate a Vladimir Minorsky – il noto orientalista russo –, le lettere destinate ai propri figli e a membri della sua famiglia, ad amici e studenti che ponevano questioni religiose o spirituali, fino a quelle indirizzate a coloro che intendevano semplicemente esprimere rispetto e ammirazione per lui.

Rileggere tale epistolario a volte procura un senso di rimpianto per come il tempo di una persona con una conoscenza così profonda della spiritualità pura venisse occupato a tal punto per rispondere a questioni prevalentemente mondane. Naturalmente, la sua apertura mentale e la sua pazienza facevano sì che rispondesse in maniera assolutamente rispettosa e tollerante sia alle domande della gente comune, sia alle questioni poste dagli studiosi orientalisti che richiedevano il suo punto di vista. Questi piccoli dettagli, rivelatori del suo rango spirituale e scientifico, non sorprendevano chi lo conosceva bene, in quanto insegnava ai suoi allievi che la gentilezza e il rispetto sono tra i pilastri fondamentali del lavoro spirituale. Egli ha affermato, in numerose occasioni, che l’etica è la vera essenza della spiritualità e ricordava continuamente che la pratica dell’etica dovrebbe essere una priorità assoluta per tutti.

 

Altre Opere

Oltre alle opere citate, di Ostad Elahi rimangono alcuni quaderni di poesia (in persiano e curdo), insieme a giornali con diversi argomenti archiviati in vari periodi della sua vita. Tutti questi lavori contengono degli argomenti di rilievo, che ad un attento esame consentono di cogliere e comprendere con maggior profondità il processo di trasformazione spirituale di Ostad Elahi.